ANPI sezione “Alberto Brigi”: chi siamo e quali sono i nostri obiettivi

 

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti

Antonio Gramsci


Vorremmo iniziare con questa citazione di Gramsci, perché riteniamo le sue parole portatrici dei valori della Resistenza, più di tante altre.
Nella frase troviamo un elemento essenziale dell’essere partigiani, che nessuno meglio di Gramsci ha saputo spiegare: la dinamicità.
Essere antifascisti, vuole dire vivere; vuole dire prendere una posizione attiva.
Abbiamo imparato la storia della Resistenza fra i banchi di scuola, nei racconti dei nostri nonni, nelle storie di chi il fascismo lo ha combattuto con il fucile in spalla, fra gli scaffali impolverati di qualche biblioteca.
la Resistenza è (e deve essere) culto e difesa della memoria, ma non solo: la lotta partigiana combattendo il fascismo ha combattuto una società fondata sull’ingiustizia e sulle disuguaglianze sociali. Riteniamo quindi necessario che l’ANPI, ovvero l’associazione nazionale dei partigiani italiani, debba portare a riflettere e riconoscere le nuove forme di fascismo. 

Vecchi e nuovi aspetti di ispirazione ideologica fascista ci sono sempre stati in Italia e non solo, Verucchio non è da meno.

Siamo nel 2010, in paese c'è una figura di spicco di FN e sembra sia stato ingaggiato ad assumere un ruolo educativo per i più giovani nel contesto comunitario.

Contestualmente a Villa Verucchio si svolse un'azione della Giovane Italia (organizzazione giovanile di FI): una notte attaccarono dei cartelli sulle indicazioni di vie riportanti il nome di noti personaggi politici del PCI come Togliatti o sindacali come Di Vittorio. Personaggi che ebbero un ruolo importante nell’Italia repubblicana, al di là delle loro appartenenze politiche. Il fatto fu rivendicato con orgoglio dal gruppo, con fotografie a documentare la cura nel sostituire con i nomi a cui volevano dare valore, in antitesi ideologica alla "narrazione comunista", appunto a copertura dei nomi originali.

Turbati e preoccupati, ci siamo chiesti cosa fosse possibile fare e come potessimo reagire, con quali strumenti politici, come contribuire alla formazione delle nuove generazioni.

Su proposta di Annarita Tonini nel 2011 si valuta di intraprendere il percorso di apertura di una sezione ANPI a Verucchio, che trova consenso. 

Dolci e Vittori si adoperano e riescono a raggiungere i venti iscritti minimi per l'attivazione, con il supporto della sezione ANPI di Santarcangelo e in accordo con il provinciale ANPI. 

Dopo circa un anno di lavoro e in seguito all’attesa dell'avvallo del Comitato provinciale ANPI, la sezione si inaugura nell'autunno con la presentazione del libro "Io sono l'ultimo" in presenza del partigiano riminese Valter Vallicelli, coautore, e di Daniele Susini allora presidente ANPI Provinciale.

Il primo comitato di sezione eletto dall'assemblea iscritti è composto da: Alberto Dolci presidente, Annarita Tonini vicepresidente, Francesco Vittori segretario, Sara Tonini e Matteo Squadrani.

Invitati alla rappresentanza nel provinciale, Alberto Dolci e Francesco Vittori. 

 

I primi anni e sviluppi 

Nei primi anni ci fu un'intensa attività assemblare e di aggregazione che portò la sezione a superare i 40 iscritti

Sara e Matteo, riccionese, furono anch’essi propulsori della costruzione di questa sezione. Presto si unirono Rocco Campanelli, Romano Montanari e Lucia Montanari, Stefania Pignatelli, Luigi Dolci, Laura Santi.

Dal 2014 presero parte attivamente anche Giovanna e Davide: il loro contributo fu positivo ed energico con freschezza e nuove idee.

Già dai primi anni intraprendemmo diverse iniziative tra le quali uno spettacolo teatrale per la cittadinanza sulla Shoah - che da allora portiamo alle scuole medie di Villa o del capoluogo comunale - cineforum, i primi contatti/iniziative con le scuole e un importantissimo progetto di video interviste con gli ex internati militari residenti a Verucchio, tutti contattati da Luigi Dolci e intervistati dal medesimo; mentre Alberto, si occupava del montaggio e riprese. In questa attività furono presenti anche Annarita, Lucia, Romano e Sara.

Fu in questo periodo che su iniziativa di Davide, Rocco, Romano e Annarita la sezione propose di festeggiare il 25 aprile anche a Verucchio, proposta che vedrà il sostegno della neo sindaca Stefania Sabba.

Dal 2016 ogni anno grazie all'organizzazione dell'ANPI, a Stefania Sabba e al maestro della banda musicale Matteo Semprini anche a Verucchio si celebra la festa di Liberazione nazionale.

 

I luoghi della memoria

Negli ultimi anni si è voluta creare a Verucchio capoluogo una operazione di memoria unica: apporre dei cartelli commemorativi per le vittime falciate dai tedeschi nell’eccidio del 21 settembre 1944, i Nove Martiri. Essi presentano nome, foto e breve biografia dei civili morti nella rappresaglia. Si è scelto di affiggerli nel luogo dove sono stati catturati o uccisi. Questa iniziativa l’abbiamo chiamata I luoghi della memoria.

Da molti anni la nostra sezione si concentra in gran parte proprio sui tragici fatti dei Nove Martiri, nove persone rimaste nella memoria di tutti, i cui figli e nipoti sono ancora oggi in vita. Senza subbio per la nostra comunità è una ferita profonda, uno degli accadimenti più traumatici di tutto il ‘900 verucchiese. Per noi è un desiderio e un dovere onorarli.

 

Perché avere un comitato ANPI a Verucchio?

L’obiettivo di avere un comitato ANPI a Verucchio è proprio quello di coinvolgere la cittadinanza nell’esercizio della memoria e nel ricordo della storia, consapevoli che ricordo e storia intesa come disciplina di studio sono due cose diverse ma talvolta intrecciate. I nostri destinatari di riferimento non sono soltanto i cittadini in età adulta ma anche e specialmente i ragazzi e ragazze delle scuole medie, che vogliamo rendere consapevoli delle loro radici, specialmente quelle di un periodo per nulla distante da noi, spesso rammentato nei racconti dei nonni.

La speranza è che le nuove generazioni raccolgano il testimone e possano portare avanti la ricerca sui fatti storici locali, la memoria, le iniziative e la partecipazione alla democrazia.

 

Il motivo dell’intitolazione ad Alberto Brigi

Era una delle prime riunioni di sezione, l’ordine del giorno era l’intitolazione della sede a un nome della Resistenza o dell’antifascismo.

Ognuno dei presenti si era preparato una proposta: c’è chi aveva portato un nominativo femminile per omaggiare le staffette e le partigiane come Irma Bandiera, chi propose Quarto Camurri ucciso insieme ai fratelli Cervi e mai citato.

L’indecisione rimase fino a quando uno dei nostri membri non scovò il nome del partigiano verucchiese Alberto Brigi, operativo dal marzo 1944 al settembre dello stesso anno, dove morì a soli vent’anni dopo essere stato colpito da una scheggia di ferro al polso, durante un bombardamento a San Marino.

In seguito ci siamo messi in contatto con la sorella ancora in vita di Alberto, Flora Brigi, che gentilmente ha dato il via per l’intitolazione e ha offerto ulteriori dettagli sulla vita del fratello e la sua attività partigiana. Da allora siamo rimasti in contatto con lei e la famiglia, la quale ha concesso e partecipato attivamente all’apposizione della targa in onore di Alberto il 28 dicembre 2024, sulla facciata della casa che fu dei genitori del partigiano.

Attualmente, dopo un momento di concentrazione sui fatti inerenti ai 9 Martiri, consci di un sottobosco di nominativi della Resistenza locale operanti in zona, abbiamo costituito un gruppo di lavoro con lo scopo di rintracciare la documentazione e definire un quadro più chiaro. Non vediamo l’ora di mostrare i risultati alla cittadinanza e metterli a disposizione di tutti.



Immagine dell’inaugurazione della targa per Alberto Brigi. A destra la sorella del partigiano, Brigi Maria Flora e il nipote Marco Caccavella.


Annarita Tonini, attuale presidente del comitato verucchiese. La foto è stata scattata in occasione della commemorazione dei 9 Martiri.


Conferenza con Domenico Gallo per la presentazione del libro “sudditi, non cittadini”.


Alfonso Mazzocchi (a sinistra), Annarita Tonini (al centro) e Romano Montanari (a destra) al memoriale presente nel cimitero di Villa Verucchio dedicato alle vittime della strage nazifascista dei Nove Martiri. 


Celebrazione del 25 aprile con la banda e la ex sindaca Stefania Sabba.



Elaborato fatto dalle scuole. 


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